
La sua vocazione
Emma Kunz nasce in Svizzera nel 1892, in una famiglia di tessitori. Fin da bambina manifesta una predisposizione verso il mondo del paranormale. Già a diciott’anni si dedica all’attività di veggente e guaritrice, convinta di possedere capacità telepatiche innate. Grazie ai suoi consigli e ai trattamenti che propone, ottiene un grande successo, riuscendo ad aiutare numerose persone affette da vari disturbi e malattie.

Il disegno come estensione della pratica terapeutica
A partire dal 1938, all’età di quarant’anni, Emma inizia a realizzare le sue prime opere artistiche, senza mai abbandonare la pratica terapeutica.
Utilizzando un pendolo d’argento con una punta di pietra giada, crea disegni a matita e pastello su carta millimetrata, con una tecnica da lei definita “radiestesia”. Questi lavori avevano lo scopo di diagnosticare squilibri fisici e psichici, così da poter intervenire per la guarigione dei suoi pazienti. L’astrazione geometrica diventa per lei uno strumento per rappresentare e dare forma alla sua ricerca filosofica e scientifica.

Arte e rivelazione
I disegno di Emma sono immagini complesse e profonde, utili a trovare risposte su tematiche spirituali, filosofiche, sanitarie o anche su eventi politici e le loro possibili ripercussioni. Per lei, l’arte non era semplicemente qualcosa di esteticamente bello: attraverso le sue opere cercava verità nascoste, arrivando persino a formulare profezie.
Quando era immersa nella creazione di un disegno, poteva lavorare anche per due giorni di fila senza mangiare né dormire, sostenuta solo dall’acqua e dalle energie spirituali che, secondo lei, la guidavano.

AION A: la pietra della guarigione
Il talento di Emma va ben oltre i suoi disegni. Tra il 1941 e il 1942 scopre le proprietà curative di una roccia svizzera, che battezzò AION A. Estratta da un’antica cava romana a Würenlos, questa pietra è tuttora utilizzata per trattare dolori articolari, muscolari e patologie infiammatorie della pelle.
La grotta di Würenlos è da lei considerata un luogo sacro di rigenerazione, dove corpo e spirito potevano ritrovare equilibrio. Per Emma, questo spazio diventa un punto d’unione tra arte, guarigione e spiritualità.

Dal silenzio al successo
Durante la sua vita, le opere di Emma Kunz non furono mai mostrate pubblicamente. Solo nel 1973, dieci anni dopo la sua morte avvenuta nel 1963, la sua produzione artistica, composta da circa 600 disegni, viene resa accessibile al pubblico, grazie all’intervento di Heiny Widmer, direttore dell’Aargauer Kunsthaus di Argovia.
Oggi i lavori di Emma sono esposti in oltre 50 musei in tutto il mondo. Il “Centro Emma Kunz”, fondato nel 1986 da Anton C. Meier – uno dei bambini paralitico guarito grazie all’uso dell’AION A – e il Museo Emma Kunz, aperto nel 1991, custodiscono le sue opere e promuovono il suo messaggio spirituale e terapeutico.

Forme che raccontano: i simboli nell’arte di Emma Kunz
I lavori di Emma Kunz presentano simmetrie centrali o assiali e sono costruiti su griglie, che richiamano i concetti di ordine e armonia. L’utilizzo della carta millimetrata, le consentiva di mantenere precisione e rigore geometrico nelle sue composizioni.
Nelle sue rappresentazioni sono spesso presenti linee radianti, cerchi, rombi e croci.

Fonti
https://www.wearch.eu/i-disegni-visionari-di-emma-kunz
https://www.emma-kunz.com/it/emma-kunz
https://www.emma-kunz.com/it/emma-kunz
https://apollo-magazine.com/emma-kunz-drawings-serpentine
https://www.vogue.co.uk/article/emma-kunz-visionary-drawings-serpentine-gallery
https://www.artribune.com/dal-mondo/2018/11/mostra-astrattismo-lenbachhaus-monaco-di-baviera
