La “gattara” della storia dell’arte: Renate Druks

immagine di Renate Drunk nella sua casa, 1950s

Famiglia e formazione

Nata a Vienna nel 1921, Renate Druks riceve una precoce educazione artistica da sua madre, pittrice e insegnante d’arte. La sua infanzia è segnata da numerosi viaggi in Europa — tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio — arricchendola grazie al contatto diretto con le opere d’arte visitate durante i suoi spostamenti.

Il rapporto con il padre è molto stretto: egli la tratta come una confidente, condividendo con lei persino le proprie preoccupazioni per la depressione della madre, situazione che lo porta ad essere spesso lontano e distaccato dalla famiglia.

Costretta a fuggire dall’Austria nel 1938 a causa della Seconda Guerra Mondiale e delle persecuzioni razziali, in quanto ebrea, Druks si stabilisce inizialmente a Brooklyn con il suo primo marito, Harry P. Loomer, uno psichiatra. Qui, e successivamente a Los Angeles, prosegue gli studi artistici presso l’Art Students League di New York.

ritratto dell'artista, 1950s

Un’anima festaiola

Un periodo cruciale per lo sviluppo del suo stile è il triennio trascorso nella colonia artistica di San Miguel de Allende, in Messico, dove si dedica intensamente alla pittura. È probabilmente in questo contesto che incontra per la prima volta l’artista e futura amica Marjorie Cameron. Tra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50, Druks lascia il marito e si stabilisce in Messico per un breve periodo di tempo.

Al suo ritorno negli Stati Uniti, si immerge nella scena artistica sperimentale di Los Angeles. La sua casa a Malibu diventa presto un salotto frequentato da artisti, scrittori, registi e personalità teatrali d’avanguardia. Celebre per le sue feste in costume, eccentriche e a tema, una di queste — intitolata Come as Your Madness (“Vieni come la tua follia”) — ispira direttamente il cortometraggio del regista Kenneth Anger “Inauguration of the Pleasure Dome” del 1954, in cui Druks appare come interprete e collabora alla realizzazione di trucco e scenografie.

Nel 1957 inaugura la sua prima mostra personale presso le Lane Galleries di Westwood, in California, dove continuerà a esporre e vendere le sue opere fino al 1965.

Inaugurazione del Pleasure Dome, Druks all'estrema destra, 1954, Kenneth Anger

L’arte che segue la Thelema

Le opere di Druks combinano un linguaggio simbolico e occultista con il Surrealismo europeo. La sua arte esplora spesso i tarocchi, l’astrologia e il misticismo.

Negli anni ’50 studia la filosofia indù del Vedānta, contemporaneamente aderisce alla pratica della Thelema, un movimento esoterico fondato dall’occultista britannico Aleister Crowley nel XX secolo. Il principio fondante della Thelema è “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge”, invitando ogni persona a scoprire e seguire la propria vera volontà, e a vivere in modo autentico. Per Renate, questo pensiero diventa un dogma per esprimersi liberamente attraverso l’arte, rifiutare le regole imposte alle donne dal movimento surrealista, e cercare un senso più profondo nelle sue opere e nella sua vita.

Bilancia, 1964. olio su tela, 47 x 53 inches

I felini: l’alter ego di Renate Druks

Grande amante dei gatti, li rappresenta in molte delle sue opere, sia in gruppo che da soli. Nei tarocchi, i gatti sono considerati “custodi dei segreti”, esseri dotati di potere e in grado di muoversi liberamente nel mondo, portando con sé una conoscenza nascosta. Druks si identifica con questa figura, vedendo nel gatto il simbolo della donna indipendente e libera.

White Female and Grey Male, 1979. olio su tela, 30 x 15 inches

Tra le sue visioni feline compaiono, ad esempio, una pantera nera — emblema di virilità e forza — e un gatto nero che irradia energia e saggezza.

Woman and Panther, 1979. olio su tela, 15 x 30 inches

Talvolta, questi animali sono affiancati a figure femminili provocatorie: seduttrici spesso ritratte nude. Queste rappresentazioni sono per Druks una critica esplicita al movimento surrealista, da lei considerato misogino e patriarcale, un contesto in cui, a suo avviso, la donna non poteva realmente affermarsi come artista.

Spring Fever, 1979. olio suu telal, 40 x 30 inches

Film, perdite e resilienza

Renate Druks si dedica anche alla regia di diversi film, tra cui A Painter’s Journal (1973) e il cortometraggio Spaceboy (1972), quest’ultimo nominato per il Grand Prix al Festival di Cannes del 1973.

La sua vita personale è segnata da profonde tragedie, tra cui la perdita del figlio Peter per overdose di eroina nel 1964 — un dolore da cui non si riprenderà mai completamente. Nonostante ciò, Druks continua a dipingere e a scrivere sceneggiature fino alla sua morte, avvenuta il 15 dicembre 2007.

immagine di Renate Druks nella sua casa, 1970s

Fonti

https://news.artnet.com/market/renate-druks-one-of-art-historys-great-cat-ladies-2108051

https://maxlevai.com/artists/renate-druks/biography

https://theranch.art/exhibitions/renate-druks-dying-stars-give-life-to-the-universe-painting-renate-druks/works